⚪⚫ Kalulu: “Torino più bella di Milano, è come una città francese” | OneFootball

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·3. April 2025

⚪⚫ Kalulu: “Torino più bella di Milano, è come una città francese”

Artikelbild:⚪⚫ Kalulu: “Torino più bella di Milano, è come una città francese”

Pierre Kalulu, difensore della Juventus, parla a SmallTalk, il nuovo podcast di Juventus Creator Lab. Di seguito le sue parole, riportate da calciomercato.com:

CHI CANTA MEGLIO NELLO SPOGLIATOIO – “Weah è molto bravo, proprio bravo. Ha una bella voce. Anche McKennie non è male, sono bravi entrambi”.


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SOLITUDINE – “Quando lasci la famiglia e il tuo paese, all’inizio ero da solo e non parlavo italiano. Non potevo scherzare o comunicare, a casa giocavo i videogame e giocare online mi ha aiutato. I primi sei mesi sono stati duri, la nostra vita dall’esterno sembra molto bella, ma ci sono cose molto dure. In quel momento i videogiochi mi hanno aiutato e dato leggerezza. Non sono mai stato così francese, come quando sono arrivato in Italia”.

ESSERE FRANCESE – “Tre cose. Devi stare agli scherzi ed essere molto sarcastico. Seconda cosa: ti devono piacere i croissant e il pane, la colazione. Non potevo credere che qui non facessero colazione. E poi usiamo uno slang molto forte”.

A TORINO – “La prima volta in centro l’ho trovato molto bello, quasi una città francese e mi ha colpito. E poi c’è il fiume Po.. Una città tranquilla, bellissima. Per me Torino dal punto di vista estetico è più bella di Milano, dove ci sono più cose da fare invece”.

DA GIOVANE – “Ho sempre sognato in grande, mi sono allento per migliorare. Più crescevo e più vedevo che tutto era possibile e non fuori dalla mia portata e che potevo giocare contro chiunque”.

AL MILAN – “In quel momento ho pensato dove sarei migliorato e sono andato a Milano, sapevo che era una scelta difficile. Per la prima volta nella mia vita avevo davvero una scelta e dovevo prendere una decisione”.

MARCARE HAALAND – “In quella partita, come il City, sembrava non avessero molta voglia. Un successo fantastico che ci ha dato fiducia. La squadra era forte e unita ed è la cosa più bella del calcio, il sentire di potersi aiutare a vicenda”.

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