Inter News 24
·27 March 2025
Ronaldo si racconta: «L’infortunio all’Inter fu come uno sparo. Sui viaggi e le feste…»

Inter News 24
·27 March 2025
Intervenuto al podcast Charla, Ronaldo il fenomeno si è raccontato parlando del suo infortunio all’Inter e tanto altro.
PAROLE – «Non sapevo cosa dovessi fare per essere un giocatore, quindi ho fatto quello che mi è stato mostrato. Per progredire, devi svilupparti tecnicamente, tatticamente e fisicamente. La gente spesso mi dice: eri un animale fisicamente, che dono. Col cavolo, mi sono allenato molto; nessuno ci arriva così in fretta senza allenamento».
SUL PEGGIOR FALLO MAI SUBITO – «Uno dei tackle più feroci che abbia mai visto. Benfica contro Cruzeiro al vecchio Estádio da Luz, un’amichevole. Mozer giocava con tacchetti di alluminio da 21 dietro e 19 davanti. Un attaccante gioca con 9 e 11. Erano dei talloni. Già nel tunnel, camminava, era come Robocop. Il tackle più criminale che abbia mai subito è stato da parte sua».
SULL’INFORTUNIO SUBITO ALL’INTER – «Nel 1998, ho iniziato ad avere una leggera tendinite e ho concluso bene la Coppa del Mondo. Pensavo fosse una cosa normale che capita a molti giocatori. Dal 1999 in poi, ha iniziato a peggiorare molto fino a rompersi parzialmente. All’Inter, abbiamo commesso un errore suturando solo parzialmente il tendine, ma nessuno avrebbe immaginato che sei mesi dopo si sarebbe rotto completamente. Quando si è rotto, all’inizio ho pensato di essere stato colpito da una pietra o da uno sparo. Sono caduto e ho messo una mano sul ginocchio per tenerlo fermo, ed è stato allora che ho capito che qualcosa si era rotto, e mi ha fatto pensare. Ho iniziato a piangere, non per il dolore, ma per la paura, e mi sono chiesto: cosa mi sta succedendo? La mia carriera e la mia vita sono finite».
SULLE FESTE – «Uscivo ogni volta che potevo. Sono andato all’allenamento il lunedì mattina alle 10, ho giocato il sabato e poi sono andato a Parigi. Ho trascorso la domenica a Parigi e quella sera sono andato alla festa. Alle 7 ho preso l’aereo per Madrid, arrivando alle 9 con l’allenamento alle10. L’ho fatto molte volte. Nella città in cui giochi, o fai una festa in casa o sei spacciato. Quindi ho diversificato, ho viaggiato. Sono sempre stato uno che organizza feste, cose di alto livello. Sono sempre stato attento a rendere tutti».
SULLA BOTTIGLIA DI VINO DA 10000 EURO SPRECATA – «Lui rimase a casa mia e avevo una cantina con 100 bottiglie, io andai in Brasile. Lui le bevve tutte. Due settimane dopo, aveva finito tutte le bottiglie di vino e aprì altre scatole che avevo nell’appartamento con altro vino finché non trovò un vino speciale. Era una bottiglia del 1976, l’anno in cui sono nato, che avevo comprato in un ristorante a Parigi per 10.000 euro. Era un vino costoso che non avrei bevuto; era fatto per essere conservato. Lui e i suoi amici, nel mio appartamento, aprirono questa bottiglia e lo bevvero nei bicchieri di plastica. Disse che era caldo e ci misero del ghiaccio».
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