Juventus FC
·3 de abril de 2025
Juventus FC
·3 de abril de 2025
In vista della prossima trasferta a Roma della Juventus che affronterà la squadra giallorossa domenica 6 aprile 2025 alle ore 20:45 allo stadio Olimpico della capitale, abbiamo deciso di raccontare una trasferta primaverile dei bianconeri di 45 anni fa; quando nel 1980 si parlava molto della connessione tra Roma e Torino. A fare notizia in quelle ore del 13 aprile 1980 però era soprattutto Giovanni Paolo II, il giovane Papa polacco in visita nella città piemontese in un momento delicato della storia del nostro Paese. Una marea umana accolse il Santo Padre per le vie del centro di Torino, accompagnandolo in una lunghissima giornata diventata un enorme bagno di folla, mentre la Juventus percorreva la strada opposto e approdava a Roma preparandosi a una gara che serviva per blindare il secondo posto in classifica. Vincere però non era scontato.
Le partite in trasferta nella capitale contro la Roma non sono mai state semplici, ma in quella soleggiata domenica d’aprile del 1980, i bianconeri riescono a iniziare il match nel migliore dei modi: palla da Causio a Cuccureddu, che crossa verso il centro dell’area. Dalla fascia sinistra Gentile taglia dal secondo palo verso il centro e colpisce di testa, anticipa tutti, cogliendo di sorpresa la retroguardia giallorossa e fissando il punteggio sullo 0-1 dopo meno di 120 secondi. La Juventus fa la partita, gioca ad alto ritmo e non appena la Roma prova a mettere il naso fuori dalla propria retroguardia, viene colpita di nuovo: il raddoppio degli ospiti infatti arriva in contropiede. Zoff apre subito lungo l’out di destra per Causio che in progressione corre 60 metri palla al piede e poi crossa in mezzo il pallone: il più rapido di tutti a entrare nell’area avversaria e a colpire è Scirea - che ha percorso tutto il campo e riesce a mantenere la lucidità per andare a segno con una conclusione degna del più scaltro dei bomber. Dopo 20 minuti è 0-2 per una Juventus dominante.
La risposta d’orgoglio della Roma arriva poco dopo la mezz’ora, sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti che porta Ancelotti a concludere sul palo della porta difesa da Zoff: sulla ribattuta il più lesto è Pruzzo, che segna il gol che accorcia le distanze e riaccende lo stadio Olimpico. Ma quando nella ripresa i padroni di casa paiono avere la giusta intensità per andarsi a prendere il pari, la Juventus mette insieme un’azione da manuale per chiudere i conti. Tardelli spalle alla porta viene incontro sulla trequarti avversaria, appoggia il pallone a Causio e poi scatta in profondità: palla perfetta a chiudere il triangolo e premiare l’inserimento, con il centrocampista italiano che mette subito palla in mezzo per Bettega. A quel punto, l’attaccante bianconero tocca il pallone tre volte: stop perfetto, tocco per dribblare il portiere in uscita e poi appoggio in rete. Roma 1 - Juventus 3 e gara vinta per la felicità di mister Trapattoni.
Fu quella una delle ultime gare di una stagione particolare per i bianconeri e più in generale per il calcio italiano - l’ultima annata in cui le rose delle squadre furono composte interamente da giocatori italiani, precedendo l’estate del 1980 che fu caratterizzata dalla “riapertura delle frontiere” e da un nuovo modo di costruire le squadre, di aggiungere talento e di rilanciare le proprie ambizioni. Chiave che la Juventus seppe poi sfruttare al meglio nel corso degli anni a venire, ma che non riguardano questa gara della primavera del 1980, quando i bianconeri incrociarono la strada con Papa Giovanni Paolo II e ritornarono a Torino dopo aver conquistato una pesantissima vittoria.