PianetaChampions
·2 avril 2025
đŁ Fiorentina, Ndour: âPossiamo e dobbiamo sognare lâEuropa. Questa Ăš la piazza giusta per meâ

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·2 avril 2025
Cher Ndour, centrocampista in forza alla Fiorentina, ha rilasciato unâintervista a âLa Gazzetta dello Sportâ: âHo un tatuaggio: Non sognare la tua vita, vivi il tuo sogno. Lâho fatto appena prima del mio esordio in prima squadra con il Benfica e si Ăš realizzato davvero. Continuo a vivere questo sogno come se fossi un ragazzino dellâoratorio che gioca con gli amici. Da bambino non desideravo altro. Ho sempre avuto una passione per il calcio incredibile.
Ho sempre avuto bisogno di stimoli. A 16 anni non Ăš facile lasciare casa, ma era lâesperienza perfetta. Mi sono ritrovato in un nuovo Paese con una lingua diversa. Mi hanno accolto benissimo e ho imparato velocemente il portoghese. Differenze con lâItalia ce ne erano parecchie. Per esempio nel precampionato non facevamo lavoro atletico. AllâAtalanta ero abituato a carichi di lavoro importanti. Al Benfica lavoravamo solo con la palla, almeno fino alla prima squadra. Ă stato piĂč facile perchĂ© i miei genitori mi hanno seguito sempre. I primi due anni Ăš venuto solo mio papĂ , poi Ăš arrivata anche mamma. Sono rimasti con me a Parigi, al Besiktas e ora a Firenze. Abbiamo un rapporto aperto e genuino, difficile da trovare. Mi confido con loro e sanno tutto di meâ.
Il PSG? MbappĂ© Ăš un fenomeno e un bravo ragazzo. In allenamento faceva cose non normali, in partita le risolveva tutte lui. A fine seduta giocavamo a basket in piscina. Donnarumma invece mi diceva sempre avere pazienza. Mi ricordava che le esperienze fatte mi avrebbero fatto crescere, concludendo con âil tuo giorno arriverĂ , sei molto forte.
Ho sempre avuto bisogno di stimoli. A 16 anni non Ăš facile lasciare casa, ma era lâesperienza perfetta. Mi sono ritrovato in un nuovo Paese con una lingua diversa. Mi hanno accolto benissimo e ho imparato velocemente il portoghese. Differenze con lâItalia ce ne erano parecchie. Per esempio nel precampionato non facevamo lavoro atletico. AllâAtalanta ero abituato a carichi di lavoro importanti. Al Benfica lavoravamo solo con la palla, almeno fino alla prima squadra. Ă stato piĂč facile perchĂ© i miei genitori mi hanno seguito sempre. I primi due anni Ăš venuto solo mio papĂ , poi Ăš arrivata anche mamma. Sono rimasti con me a Parigi, al Besiktas e ora a Firenze. Abbiamo un rapporto aperto e genuino, difficile da trovare. Mi confido con loro e sanno tutto di meâ.
Sentivo il bisogno di tornare in Italia, Firenze Ăš la piazza giusta per me. Giovane e con un bel progetto, câĂš tutto per dare il massimo. Rui Costa? Ho saputo che potrebbe tornare in Italia, mi piacerebbe incontrarlo. Mi dava consigli e parlavamo in italiano, lo stimo tanto.
Possiamo e dobbiamo sognare lâEuropa, abbiamo le capacitĂ per raggiungerla. Le ultime due vittorie ci hanno sospinto. Il sogno? Fare bene con la Fiorentina e in Under 21 allâEuropeo. E poi⊠la Nazionaleâ,
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