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·3 aprile 2025

Borsa: l'Europa apre in profondo rosso con il peso dei dazi, ma non affonda

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Borse europee colpite dai dazi americani, ma non affondate. Gli indici del Vecchio Continente erano partiti in deciso rosso per poi recuperare dai minimi, sulla prospettiva che le tariffe annunciate dal presidente, Donald Trump, al 20% su tutte le merci europee e al 25% sulle auto possano provocare una decisa frenata dell’economia.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha però aperto ancora alla trattativa, pur sostenendo che l’Europa già si prepara a introdurre contromisure. Sulle prime battute Milano segna un calo dell’1,47%, dopo aver aperto giù del 2%. Parigi cede l’1,8%, Francoforte l’1,5%, Madrid l’1,2%, Amsterdam l’1,36% e infine Londra l’1,15%. La Gran Bretagna è l’unico partner che Trump ha “graziato” imponendo dazi al 10%.


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A Piazza Affari sono vendute a piene mani le banche, sul timore che debbano fare i conti con un’economia debole. Bper e Pop Sondrio sono le peggiori, giù del 4%. Vanno male le azioni del risparmio gestito, con Fineco che arretra del 3,4%. Il settore auto registra cali tutto sommato contenuti, visto che aveva già scontato tariffe al 25% in vigore da oggi. Stellantis arretra dell’1,2%. Del comparto vanno giù le Pirelli (-2,2%) per le tariffe del settore automotive.

Ferrari è in controtendenza (+0,3%), visto che i dazi alla fine impatteranno relativamente poco, con la clientela meno elastica al prezzo. Nei giorni scorsi i vertici del gruppo hanno confermato i target di fine anno. Vanno bene anche le utility con A2a che corre dell’1,6%. Sono in rialzo anche le Campari (+0,9%).

Scivola il valore del petrolio: il Wti, contratto di maggio, si attesta a 69,28 dollari (-3,39%). Anche il gas è in deciso ribasso, a 40,26 euro al megawattora (-2,46%). Sul valutario, l’euro si è rafforzato sul dollaro a 1,0962 (ieri a 1,085). Vale inoltre 161,54 yen (162,90), mentre il dollaro-yen si attesta a 147,39 (150,05). Intanto l’oro, dopo aver toccato nuovi massimi storici, rallenta la corsa: il future passa di mano a 3.148,29 dollari l’oncia (-0,56%).

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