Immobile torna a parlare: “La Lazio mi ha dato tutto. Le critiche all’Europeo…” | OneFootball

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·27 marzo 2025

Immobile torna a parlare: “La Lazio mi ha dato tutto. Le critiche all’Europeo…”

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L’ex centravanti della Lazio Ciro Immobile è tornato a parlare dei motivi che l’hanno spinto a lasciare la Lazio ma non solo in un’intervista a Radio-TV Serie A con RDS.

Dopo aver inaugurato il suo centro sportivo Ciro Immobile ha riavvolto il nastro della sua carriera parlando di Lazio, Nazionale ma non solo in un’intervista a Radio-TV Serie A con RDS. Ecco le sue dichiarazioni.


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L’intervista di Ciro Immobile

Cosa è successo con la Nazionale all’Europeo? “Fino alla prima partita dell’Europeo l’ho vissuta male, perché non riuscivo a esprimermi per le troppe pressioni che c’erano. Quando non riesci a dare tutto te stesso è soprattutto colpa tua, ma tutti ricevono pressioni ed è giusto che sia così, perché rappresentiamo comunque una nazionale che ha vinto tanto e che fa del calcio uno degli sport più seguiti. Però dopo la vittoria dell’Europeo tutto quello che dicevano non contava più perché, dati alla mano, chi vince ha sempre ragione. Quindi tutto quello che c’è stato dopo la partita con l’Inghilterra non ha contato più niente per me. E in quell’Europeo segnai due goal. Giroud vinse un Mondiale con la Francia senza tirare una volta in porta, però ovviamente non venne criticato”.

Poi Immobile ha aggiunto: “Queste critiche sono dovute a quello che era successo prima. Sia che tu vinca o perda le ricevi comunque. Puoi anche non aver giocato un minuto, ma fai sempre parte dei 26 e ti porti a casa la coppa. Questo è quello che conta più di tutto, le chiacchiere sono a zero dopo aver vinto. Chiaramente se perdi una finale se ti hanno criticato in 10 poi ti criticano in 100, ma quello poteva pesare un po’ di più quando non avevo la coppa a casa ma ora trovano il tempo che trovano.”

Qual è il gol più bello che hai realizzato?

“Il goal più bello è stato quello di tacco a Cagliari”.

Un non goal che gli è rimasto:

“Quello che non ho segnato all’Europeo contro l’Austria. Mi è rimasto in goala, strozzato, perché sarebbe stato un goal fantastico e sarebbe servito alla squadra per non soffrire così tanto fino alla fine.”

Sull’avversario più difficile:

Giorgio Chiellini. Mi ha iniziato a menare a 17 anni, quando mi allenavo con la Primavera (ride, ndr).

Ci parli del tuo periodo alla Lazio?

“La Lazio mi ha dato tutto e io ho dato tutto a lei. È stato un amore folle. All’inizio dai tifosi non ero visto benissimo perché io arrivavo da un campionato fatto bene con il Torino in Serie A, ma poi mi sono perso un po’ e quindi questo ha portato ad un po’ di scetticismo che è stato spazzato via dopo i primi sei mesi per la grinta e la voglia che mettevo in campo.”

Perché hai deciso di andare via?

“La mia famiglia ed io nell’ultimo periodo stavamo già pensando di cambiare, di andare via perché tutte le cose hanno un inizio e una fine. Avevamo questo pensiero perché poi la Lazio stava cambiando identità, voleva fare un ricambio generazionale. Nell’arco dei miei otto anni a Roma sono andati via Inzaghi e tanti giocatori che hanno fatto con me la storia della Lazio. Non posso biasimare i tifosi che ci sono rimasti male perché anche per me è stato così. Più per il fatto di non averli potuti salutare, mi sarebbe piaciuto fare l’ultimo giro con loro, con la mia famiglia, per prendermi ancora una volta il loro amore e dare il mio a loro, però non si può avere tutto nella vita”.

Sui record:

“Superare i record di giocatori che hanno fatto la storia della Lazio, dove ho fatto 270 presenze e 169 goal, o superare giocatori come Messi, Ronaldo, Lewandowski per la Scarpa d’Oro è stata una soddisfazione enorme che mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti. Per quello poi mi riporto al campo,sono partito da qui a giocare per poi arrivare a determinati livelli”

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