Pavard carica l’Inter: «Siamo grandi quanto il Bayern! Nel calcio tutto è possibile, anche il Triplete. Io non ne ho mai abbastanza di vincere» | OneFootball

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·27 de março de 2025

Pavard carica l’Inter: «Siamo grandi quanto il Bayern! Nel calcio tutto è possibile, anche il Triplete. Io non ne ho mai abbastanza di vincere»

Imagem do artigo:Pavard carica l’Inter: «Siamo grandi quanto il Bayern! Nel calcio tutto è possibile, anche il Triplete. Io non ne ho mai abbastanza di vincere»

Il difensore dell’Inter, Benjamin Pavard, ha voluto dire la sua sulla stagione dei nerazzurri, su Inzaghi e sulla doppia sfida col Bayern Monaco

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Benjamin Pavard ha fatto il punto sulle tre competizioni per cui è ancora in corsa con l’Inter, soffermandosi in particolare sulla doppia sfida dei quarti di finale di Champions League contro il Bayern Monaco (partita dal sapore speciale per lui in quanto ex).

UNA CARRIERA RICCA DI TROFEI – «Ho tanti trofei e ne voglio ancora di più».


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PIÙ DURA VINCERE LO SCUDETTO? – «Era dura anche l’anno scorso… Ora ci sono avversari fortissimi, come Napoli e Atalanta, e confermarsi è difficile. Abbiamo perso punti, ma siamo dove volevamo stare: in corsa su tutto e avanti in campionato. Quel +3 a Bergamo, dove avevo lasciato un ginocchio un anno fa, è stato importante: non è facile non prendere gol là».

MIGLIOR DIFESA IN CHAMPIONS MA IN A IL RENDIMENTO CALA, COME MAI? – «Non è vero che l’atteggiamento sia diverso tra Italia ed Europa, anzi vedo un miglioramento continuo. Certo, giocare così tanto ti fa perdere un po’ di lucidità».

SI GIOCA TROPPPO? – «È impossibile stare sempre al 100% con questi ritmi infernali. La stanchezza fisica e mentale si avverte, non siamo macchine: in futuro si dovrà parlare ad alti livelli perché così, alla lunga, non è sostenibile».

SE HO SENTITO LA PAROLA ‘TRIPLETE’? – «Può sembrare banale, ma nel calcio tutto è possibile, anche il Triplete. Bisogna mantenere questo spirito fino alla fine e poi si vedrà. Io sono fiducioso, in allenamento si spinge al massimo. Di certo, non rinuncio a niente, non ne ho mai abbastanza di vincere».

L’EMPATIA TRA INZAGHI E LA SQUADRA – «No, Inzaghi è molto empatico, ci sta vicino e parla continuamente con tutti: chi inizia, chi entra, chi rimane in panchina. Siamo tutti coinvolti. Poi non lascia niente al caso e non prende nulla alla leggera. I suoi risultati non sono casuali e nascono dal gioco: è anche per lui che sono venuto qua, volevo divertirmi con una squadra competitiva e.… bella».

HENRY HA DETTO CHE SI PARLA TANTO DELL’INTER E TROPPO POCO DI INZAGHI? – «Ha ragione Titì. Inzaghi è ingiustamente sottovalutato. Non è uno che si mette in mostra davanti ai giornalisti, ma fare meglio di così è difficile…».

CON INZAGHI GIOCO NELLA POSIZIONE MIA PREFERITA? – «Ho scelto l’Inter anche perché nella difesa a 3 do il meglio. Ma sono un soldato versatile: se c’è da fare il terzino, lo faccio; se c’è da fare il Dumfries, lo faccio».

DIFENSORI EX INTER A CUI MI ISPIRO? – «L’Italia è il Paese dei difensori, vivendo qui te ne accorgi. Come nome interista, dico Lucio perché anche lui ha giocato sia al Bayern che all’Inter. Nel ’10 c’era una difesa grandiosa, su YouTube ho da poco rivisto i gol di Milito in finale. Sarebbe bello vivere qualcosa di simile, ma è lunga…».

SULLA DIFESA DELL’INTER – «Siamo diversi e compatibili. Bastoni è uno dei migliori al mondo, un centrocampista nel corpo di un difensore. Acerbi porta esperienza: lo studio, mi piace il modo in cui vince i duelli e tiene la maglia con intelligenza. Sono evoluto con lui, ora sono… smaliziato».

LE PAROLE DI SPALLETTI SULL’ETÀ DI ACERBI? – «Niente polemica, Spalletti è bravissimo. Dico solo che Francesco è più giovane di quanto sembri…».

QUANTO SARÀ SPECIALE PER ME IN BAVIERA? – «Molto, ho tanti amici, da Coman a Upamecano a Raphael Guerreiro. Olise è arrivato da poco, ma attenzione: è fortissimo. Lì sono diventato grande in 4 anni meravigliosi e ho vinto tutto, ma ora difendo il nerazzurro. Sarà equilibratissima, 50 e 50, e vincerà chi difenderà meglio. Loro amano il possesso e ti attaccano con qualità sugli esterni, da Gnabry a Sané. Noi dovremo essere lucidi con la palla e preparati a resistere: ci saranno momenti di sofferenza, ma avremo occasioni».

COSA RENDE UNICO IL BAYERN? – «Respiri storia, organizzazione, vittoria e solidità. Ma l’Inter è un club altrettanto grande e l’amore del suo popolo non ha limiti. Non esiste niente come San Siro pieno, mi piacerebbe ripetere la festa dell’anno scorso per tanti altri trofei. Un anno e mezzo dopo “Benji l’interista” è.… ancora più interista».

DJORKAEFF SICEVA CHE L’INTER ERA COME IL VILLAGGIO DI ASTERIX? – «Davvero? Se voleva dire che all’Inter siamo tutti speciali, allora sono d’accordo. Anche senza la pozione magica di Asterix (ride, ndr)».

SU THURAM – «Marcus è la gioia di vivere, è il sorriso in allenamento, ma è anche il professionista serio. È cresciuto molto e migliorerà ancora perché quello che vuole. Mi ha aiutato all’inizio con la lingua, ma da Dimarco a Lautaro e Bastoni, io ho stretto con tutti».

UNA COSA PER CUI L’ITALIA È MEGLIO DELLA FRANCIA? – «Voi vorreste che dicessi il cibo… E, invece, anche in Francia si mangia altrettanto bene! Dico il clima, qui a Milano più sole. E poi il fashion: ho scoperto di avere uno stile abbastanza… ‘italiano’»

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